Un elemento importante per sapere – quante calorie bisogna bruciare al giorno – per un paziente, è la sua composizione corporea, cioè da quanto grasso è costituito il suo corpo.

Due soggetti, entrambi alti 1,80 mt. e con un peso di 100 chili, non è detto che abbiano la stessa composizione corporea. Uno magari è costituito per il 90% di muscolo ed il 10% di grasso e l’altro per il 50% di grasso ed il 50% di muscolo.

Va da sé che il primo sarà un atleta, mente il secondo un obeso. È quindi importante conoscere la composizione corporea di un paziente per decidere l’approccio più adeguato per far perdere calorie.

Inoltre, lo studio della composizione corporea, ci permetterà di definire un soggetto sarcopenico, disidratato o con ritenzione idrica. Chiaramente questi elementi saranno utilizzati per ristabilire un equilibrio a 360% del soggetto.

Perdere Calorie per dimagrire

Ma torniamo al concetto di – quante calorie bruciare al giorno – per un paziente: è chiaro che se una persona ha molto grasso da perdere, si potranno ridurre le calorie giornaliere un po’ di più rispetto a chi ha meno grasso, perché, per le sue attività quotidiane, potrà attingere ad una grossa riserva energetica, rispetto a chi deve perdere meno peso.

In realtà oggi siamo in grado, mediante test genetici (i cui lavori pubblicati ne attestano la validità) di conoscere piccoli punti deboli che ci caratterizzano e che possono essere corretti con una alimentazione o uno stile di vita specifici.

In questo modo viene mantenuto il corretto funzionamento del nostro organismo e si possono evitare problemi di peso che, con il passare del tempo, possono portare, con maggior facilità, a sviluppare molte delle patologie come obesità, diabete, malattie cardiovascolari e diverse neoplasie.

quante calorie bruciare per dimagrire

Una serie di scelte quotidiane più consapevoli e corrette, che ci permettono di rafforzare le nostre difese attraverso scelte capaci di rispondere meglio alle nostre reali esigenze fisiologiche.

La scelta dei geni da analizzare, è stata fatta sulla base dei risultati di ricerche scientifiche pubblicate su riviste a livello internazionale, e come criterio di selezione ci si è basati sulla presenza di risultati pubblicati da studi indipendenti o da analisi cumulative (meta-analisi) derivate da decine di pubblicazioni diverse.

Questi criteri hanno permesso di selezionare quei geni le cui informazioni hanno effetti reali sulla relazione tra alimenti e caratteristiche genetiche individuali [1]

[1] (Edenberg HJ, Ph D: The Genetics of Alcohol Metabolism. Alcohol Res. Heal. 2007, 30:5–13. Cornelis MC, El-sohemy A, Kabagambe EK: Coffee, CYP1A2 Genotype, an Risk of Myocardia lInfarction Marilyn. JAMA 2014, 295:1135–1141. Sarno M, Discepolo V, Troncone R, Auricchio R: Risk factors for celiac disease.Ital. J. Pediatr. 2015, 41:57. Wang CY, Meynard D, Lin HY: The role of TMPRSS6/matriptase-2 in ironregulation and anemia. Front. Pharmacol. 2014, 5 MAY:1–6. Itan Y, Jones BL, Ingram CJE, Swallow DM, Thomas MG: A worldwidecorrelation of lactasepersistencephenotype and genotypes. [Internet]. BMC Evol. Biol. 2010, 10:36. Swallow DM: Genetics of lactase persistance and lactose intolerance. Ann. Rev. Genet. 2003, 37:197–219. Järvelä IE: Molecular diagnosis of adult‐type hypolactasia (lactase non‐persistence) [Internet]. Scand. J. Clin. Lab. Invest. 2005, 65:535–540. Thyssen JP, Johansen JD, Linneberg A, Menné T, Nielsen NH, Meldgaard M, Szecsi PB, Stender S, Carlsen BC: The association between null mutations in the filaggrin gene and contact sensitization to nickel and other chemicals in the general population. Br. J. Dermatol. 2010, 162:1278–1285. Armando I, Villar VAM, Jose PA: Genomics and Pha)