Ipotiroidismo e Sport sono da sempre una questione scottante, ma i pazienti che soffrono di questa patologia, possono affrontare la questione mantenendo uno stile di vita ed un comportamento alimentare corretto.

Quando arriva la bella stagione, si possono commettere errori nell’affrontare la pratica sportiva, soprattutto nei pazienti con patologie tiroidee, la voglia di strafare (complici le belle giornate) è tanta, ma è meglio seguire dei consigli, per un corretto esercizio fisico.
Riuscire a gestire in maniera corretta sport e tiroide, in caso di ipotiroidismo ed ipotiroidismo subclinico, non è semplice a causa della stanchezza e dell’aumento di peso che ne conseguono, e che determinano un impatto notevolmente negativo sulla performance sportiva.

L’intolleranza all’esercizio fisico nel connubio ipotiroidismo e sport, dipende dall’insieme di limitazioni funzionali dei diversi sistemi ed apparati, quando la patologia non viene trattata.

Infatti, gli ormoni tiroidei, preservano le funzioni cardiovascolarirespiratorie e muscolari a riposo e durante l’attività motoria, e per questo ne rappresentano il fattore limitante.

Un’adeguata terapia ormonale sostitutiva, oltre a migliorare la qualità della vita, concorre a garantire buoni risultati sportivi. Tuttavia, l’intolleranza allo sport nei pazienti con ipotiroidismo conclamato e, in misura minore, in pazienti con ipotiroidismo subclinico non trattato, non è sempre reversibile in seguito ad una adeguata terapia ormonale sostitutiva.

Così chi ne soffre, tende a fare due errori: si allena troppo e male o si allena troppo poco, soprattutto nella bella stagione estiva.

Quando si parla di ipotiroidismo e sport, allenarsi tanto serve a poco, soprattutto se si considera la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, periodo importante per ricaricare le batterie prima dell’inverno.

Inoltre, molto spesso è un soggetto sedentario che decide di dedicarsi al movimento, perché durante l’estate ha più tempo libero rispetto al periodo lavorativo. Quindi è importante trovare sia il giusto equilibrio tra ozio e riposo ed attività fisica, sia la corretta intensità e frequenza di allenamenti, tenendo presente che un’attività troppo stressante, potrebbe aumentare il cortisolo che, come ben si sa, inibisce l’attività tiroidea quando è eccessivamente elevato.

sport e tiroide

Aumentare il metabolismo basale rispettando 5 regole

Lo scopo dello sport deve essere in primis, quello di aumentare il metabolismo basale e non di bruciare più calorie possibili, perché questo in alcun modo stimola la tiroide e il metabolismo basale.

Per raggiungere tale obiettivo, si deve lavorare stimolando la conversione, oltre che la produzione, di ormoni tiroidei, aumentando le richieste organiche che dipendono dalla necessità di maggiore energia e quindi dal movimento.

Riassumendo, i 5 punti principali da rispettare, per avere il massimo dei benefici dalle diverse discipline, sono:

1.Lavorare in palestra sulla struttura muscolare:

la conversione T4 > T3 avviene a livello periferico, quindi muscolare, per cui se abbiamo poca massa metabolicamente attiva, avremo pochi ormoni attivi. Cosa molto importante, l’allenamento deve essere calibrato sull’individuo, i sovraccarichi devono essere graduali e globali; un ipotiroideo faticherà di più ad attivare i processi anabolizzanti (proprio per la carenza degli ormoni deputati a questo), quindi è importante non sovraccaricare troppo e non lavorare settorialmente.
In termini pratici, le macchine in palestra faranno ben poco, gli esercizi da body-building anche. Per iniziare a dare una struttura muscolare, gli allenamenti che fanno la differenza sono quelli a corpo libero, a cui si aggiungeranno lentamente i pesi. I pesi vanno aggiunti e aumentati, man mano che la persona smette di rispondere all’allenamento precedente (ossia, non ne ha più risultato).

2.Mantenere attività fisica drenante:

l’ipotiroidismo determina una considerevole ritenzione idrica in risposta allo sport, quindi è bene contrastarla efficacemente.

3.Affiancare un’attività cardio:

la corsa, il nuoto, la bici ecc.., sono ottime per affiancare attività che davvero stimolino il metabolismo. Ma da sole servono a poco o sono controproducenti: se si fa solo attività cardio per 4-6 volte a settimana, si crea uno squilibrio del cortisolo; al contrario, fare attività cardio solo 1-2 volte a settimana, in assenza di altro sport, non serve a nulla a livello metabolico.

classico jogging

Come attività complementare, l’attività aerobica ideale è il classico jogging, corsetta a velocità ridotta ma prolungata nel tempo, fino anche ad un’ora. La bassa intensità permetterà all’ipotiroideo di gestire e controllare la fatica, mentre la durata prolungata, darà un sufficiente stimolo per la lipolisi.

Questo tipo di attività molto blanda, aiuterà anche a recuperare in modo attivo, i dolori muscolari causati dalle attività più intense. Tutto questo è dimostrato da vari studi che sono stati condotti per esaminare le variazioni della funzione tiroidea durante l’esercizio fisico.

Infatti l’esercizio fisico di breve durata, sembrerebbe esercitare solo modeste influenze sull’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide: è stato dimostrato, che bassi carichi di lavoro non determinano variazioni del TSH, né durante l’esercizio, né durante le 24 ore successive; mentre, in caso di esercizio sub-massimale di lunga durata, altri studi dimostrano che si produce un continuo innalzamento dei livelli di TSH, sia durante che nei 15 minuti dopo l’esercizio.

Il consistente aumento di TSH, registrabile dopo stress fisico prolungato, è probabilmente dovuto al minore livello periferico degli ormoni tiroidei, molto utilizzati a livello tessutale, con conseguente stimolazione (attraverso le vie fisiologiche di feedback) della sintesi di TRH (ormone ipota-lamico che stimola il rilascio del TSH da parte dell’ipofisi) e di conseguenza di TSH a livello ipofisario.

Ciò è stato dimostrato in uno studio condotto in Norvegia, in cui sono stati evidenziati elevati livelli plasmatici di T3 e T4 (gli ormoni tiroidei), TSH e della proteina che lega gli ormoni tiroidei (TBG).

In atleti che praticavano sci di fondo, subito dopo una prestazione, i livelli plasmatici di T3, T4 e TSH, salivano e ritornavano entro i limiti iniziali solo dopo vari giorni dalla fine della sessione di esercizio. Pertanto, mentre un’intensa ma breve attività fisica non è in grado di determinare modificazioni significative dei livelli plasmatici degli ormoni tiroidei, prolungate sedute di allenamento portano ad un marcato aumento dei livelli di T3 e T4, come conseguenza dell’azione del feedback positivo sull’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide. L’attività fisica protratta è dunque in grado di influenzare l’attività biosintetica della tiroide e di far aumentare i livelli di T3 e T4, senza però creare gli effetti tossici che avvengono in caso di ipertiroidismo.

Ipotiroidismo e sport

4.Rilassarsi nel percorso verso il benessere:

si può trovare beneficio nello stretching mattutino e dalle lunghe passeggiate in riva al mare.

5.Supportare lo sport con una dieta adeguata:

Alimentazione e Sport è un connubio importante per il benessere fisico, allenarsi tutti i giorni (o quasi) e seguire una dieta da 1300-1400 kcal spalanca le porte verso l’abbassamento cronico del metabolismo.
In conclusione, i soggetti con disfunzione tiroidea, rappresentano un sottogruppo particolare che, nonostante le limitazioni note (astenia, facile affaticamento etc.), traggono beneficio in termini di qualità di vita e di benessere psico-fisico da una attività fisica regolare.

Il messaggio importante anche per i medici, quindi, è quello di rassicurare i pazienti che non esistono controindicazioni ad una regolare attività fisica a fronte di una minore performance rispetto ai soggetti con funzione normale.